Anghiari, il bastione della Toscana

borgo-di-AnghiariUno splendido borgo, famoso nel medioevo per la sua importanza strategica, che domina dall’alto la valle del Tevere. 

Questo è il posto giusto per chi vuole tutto in un weekend. Arte, storia, architettura, natura, tavola e buon vino si esprimono ai massimi livelli ad Anghiari, piccolo paese medievale che si trova – ecco il perché di tanta ricchezza – dove si intersecano i territori di Toscana, Umbria ed Emilia Romagna. Bellissimo e con una cosa in più: la possibilità di fare shopping nelle botteghe artigiane del centro.

Antico e moderno

Un sacco di volte, i negozi di souvenir fanno venire il sospetto che ci sia nel mondo un unico produttore di oggetti ricordo. Tanto sono tutti uguali e tutti già visti, mille volte. Invece nelle stradine di Anghiari si aprono botteghe vere“, che oggi come un tempo realizzano manufatti in vimini, stoffe per la casa, vasi in ceramica.

Ma la vera specialità del luogo è l’antiquariato, che fonde due tradizioni, quella dei rigattieri e quella dei restauratori, capaci di riportare al loro splendore originale oggetti e arredi consumati nel tempo. Per farsi un’idea della quantità e della qualità della merce, ogni seconda domenica del mese in Piazza Baldaccio si svolge Memorandia, un divertente mercato di antiquariato, modernariato e collezionismo.

Musei – Palazzi da vedere

Ad Anghiari è facile entrare in un nobile palazzo cinquecentesco. Basta comprare il biglietto di uno dei musei cittadini, ospitati appunto in aristocratici edifici. I due principali sono entrambi in piazza Mameli, nel centro del borgo: si tratta di Palazzo Taglieschi, sede del Museo Statale, che espone testimonianze dell’arte e delle tradizioni della gente dell’Alto Tevere, e di Palazzo della Battaglia, oggi Museo delle memorie e del passaggio nella Terra di Anghiari.

Una battaglia e un mistero

Non si può parlare di Anghiari senza fare almeno un cenno alla celebre battaglia. Il 29 giugno 1440 si svolse proprio qui un combattimento fra i fiorentini, alleati alla Santa Sede e guidati da Michelotto Attendolo, e Giampaolo Orsini e i milanesi, condotti da Niccolò Piccinino. A dire la verità, non ci furono molti caduti: ma con la vittoria dei “padroni di casa”, la Toscana rimase ai fiorentini e la storia andò come la conosciamo noi.

Probabilmente, la battaglia di Anghiari sarebbe finita nel dimenticatoio se non fosse legata a un “giallo”. I magistrati di Firenze commissionarono a Leonardo il compito di decorare le sale di Palazzo Vecchio, ricordando proprio la vittoria della Repubblica di Firenze. Il maestro fece i cartoni di prova, dipinse la battaglia ma… il quadro, comunque incompiuto, andò distrutto e fu sostituito dalle decorazioni del Vasari. In ogni caso si cercano i bozzetti di Leonardo, misteriosamente scomparsi nel nulla.

Dell’epoca medievale rimane comunque moltissimo da vedere nel piccolo centro storico, protetto dalle mura, in cima a una collina che guarda il Tevere. A spasso tra le viuzze strette, meritano sicuramente una visita edifici civili quali il Palazzo Pretorio, il Palazzo Marzocco (detto Palazzo della Battaglia, offre ai visitatori un percorso museale con tante informazioni sulla storica battaglia e sull’opera di Leonardo) il Museo delle memorie e del paesaggio della terra di Anghiari.

Naturalmente, c’è anche molto di sacro (siamo pur sempre una terra di Santi): tra le architetture religiose più interessanti spiccano San Bartolomeo, con la badia eretta dai monaci camaldolesi quasi 1.000 anni fa (un convento poi trasformato dai perugini in castrum) e la Cappella della Misericordia.

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