Cosa visitare a Siena: Duomo Nuovo e Museo dell’Opera Metropolitana

Nel ‘300, dopo il fallimento del progetto di prolungamento dell’abside del Duomo per le difficoltà tecniche dovute alla forte pendenza del terreno, i senesi accarezzarono l’idea di edificare una cattedrale immensa, sul modello di quelle nordiche di Chartres o di Colonia.

Per dare un’idea delle faraoniche dimensioni, il Duomo attuale sarebbe dovuto divenire il transetto del Duomo Nuovo. I lavori iniziarono, ma poi, per mancanza di fondi (era sopraggiunta la peste nel 1348), vennero lasciati a metà.

Sotto la direzione di Lando di Pietro e Giovanni di Agostino furono edificate, dal 1339 al 1355, 5 arcate della navata destra, parte del fianco sinistro, cui fu in seguito appoggiato il palazzo reale, ora sede della prefettura, e l’enorme muro di facciata, detto Facciatone.

Questo colossale non finito architettonico costituisce un suggestivo accesso al complesso del Duomo dal lato nord. All’interno delle prime tre campate della navata destra sorge il Museo dell’Opera (marzo-ottobre 9.30-19, giugno-agosto fino alle 20, novembre-febbraio 10-17; ingresso 6 €; www.operaduomo.siena.it), che comprende oggetti d’arte rimossi dal Duomo.

Appena entrati, l’eccezionale allestimento della vetrata di Duccio, realizzata nel 1288, per l’abside del Duomo, rende questo spazio uno dei più belli all’interno dei musei di tutto il mondo. La vetrata, che misura 6 m di diametro, è attorniata dalle statue di Giovanni Pisano che decoravano la facciata.

Splendido il tondo di Donatello raffigurante la Madonna col bambino. Al primo piano sono conservate le opere di cui è giustamente famoso il museo: la straordinaria Maestà di Duccio e la Natività della Vergine di Pietro Lorenzetti. Interessanti gli arredi sacri al piano ammezzato, come il reliquiario della testa di S.Galgano, preziosissima opera di oreficeria del sec.XIII.

Al secondo piano, la Madonna detta “dagli occhi grossi” è una tavola della prima metà del ‘200 dinanzi alla quale i senesi pregarono alla vigilia della battaglia di Montaperti. Nella stessa sala, due opere di Sano di Pietro, raffiguranti S.Bernardino nell’atto di predicare dinnanzi ad un folto pubblico, rigidamente diviso tra uomini e donne, sono particolarmente importanti per ricostruire l’aspetto originario del Palazzo Pubblico e della chiesa di S.Francesco.

I vividi colori del S.Paolo in trono del Beccafumi (1515), insieme ad altre tele, tra cui la Madonna in trono tra i Ss.Antonio e Bernardino, prima opera conosciuta di Matteo di Giovanni (1460), adornano il saloncino dei conversari, dove risuonò la voce di Alfieri che declamava alcune delle sue tragedie. Due rampe a chiocciola, portano infine in cima al Facciatone, di cui si può godere di una veduta ravvicinata sul campanile e sulla cupola del Duomo.

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