Castell’Azzara famosa per i suoi tartufi

Castell'AzzaraUno splendido paesaggio boschivo e una golosa degustazione di tartufi sono le motivazioni che consigliano vivamente una deviazione in direzione sudest per raggiungere Castell’Azzara. In prossimità della frazione Selva, da segnalare il convento della SS. Trinità all’interno di un bellissimo bosco che, per l’interesse naturale, floristico e vegetazionale, è classificato dalla regione Toscana tra i biotipi degni di tutela: domina l’abete bianco, associato al castagno, al tiglio, al faggio, al carpino bianco e a varie specie di querce.

Il complesso fondato da Bosio II Sforza nel 1508, conserva nella chiesa Crocifisso con Cherubini, terracotta robbiana. La strada rasenta le pendici occidentali del monte Calvo (930 metri), quindi lascia a destra un tronco che in circa 3 km va a Selvena dove vi si trovano, su un colle a dominio della valle del Fiora, i ruderi della rocca Silvana, che ebbe rilievo strategico come testimoniano gli assedi dell’imperatore Federico II e le mire di possesso di Siena e Orvieto.

La strada aggira da nord il monte Civitella (1107 metri), di pregio naturalistico per l’ampia estensione boschiva dell’abetina di Pigelleto (da pegello, nome locale dell’abete derivato dal latino picea), con abeti bianchi, faggi, castagni, cerri, frassini, aceri e carpini che si dilatano fino al massiccio dell’Amiata. Sul fianco orientale del monte, si trova Castell’Azzara affacciato in una magnifica posizione, nel medioevo feudo della famiglia Baschi, oggi piccolo centro di villeggiatura estiva.

Tartufo: il tubero più prezioso

Nei boschi e nei campi intorno a Castell’Azzara si possono trovare numerose specie di tartufi. Abbondano soprattutto i neri, con una diffusione che abbraccia vari contesti silvicoli: pino nero, cerri, aceri, faggi, boschi misti. Le specie più diffuse sono Il Tuber aestivum uncinatum, il brumale, il brumale moscatum, il Tuber mesentericum, e a volte il rarissimo Tuber melanosporum.

Per quanto riguarda i bianchi, il Tuber Borchii (marzuolo)  è presente sia sotto conifere che sotto cerri, mentre il Tuber magnatum si può rinvenire nelle zone periferiche di questo comprensorio lungo fossi e ai margini dei campi, sotto pioppo, salice, o cerro. Il profumo e il sapore sono così ricchi e intensi da esaltare il gusto di tante ricette tradizionali. Castell’Azzara, capitale amiatina di questo prodotto, è stata riconosciuta Città del Tartufo: qui ha anche sede l’Associazione tartufai dell’Amiata.

La Locanda del Vino Nobile

www.lalocandedelvinonobile.it
B&B e ristorante a 100 mt dalle Terme di Montepulciano
Via dei Lillà, 1/3 - S.Albino di Montepulciano (SI), Italia
Telefono: 0578 798064

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