La provincia di Siena: un territorio splendido

Fondovalle coltivati e alture dominate da borghi fortificati, boschi verdissimi e nude terre d’argilla, punteggiate da casali e pioppi solitari. La provincia di Siena è un territorio splendido, da scoprire in auto senza fretta.
Con tante piccole tappe per conoscere i tesori nascosti anche nei borghi meno noti. Come quelli della Val di Merse, nella parte centrale della provincia.

Partendo da Siena e imboccando l’antica Via Maremmana che collegava l’entroterra senese con la costa tirrenica, dopo 15 chilometri si raggiunge Sovicille, in posizione panoramica alle pendici della Montagnola senese. Di origine medioevale, ha una pieve dedicata a San Lorenzo e un Castello privato.

Alle porte del paese c’è un’altra bella pieve romanica, come quella di Ponte allo spino, con una robusta torre campanaria e una lineare facciata in pietre conce. Accanto alla chiesa, i resti del monastero e del chiostro. Nei dintorni, merita una sosta il borgo medioevale di Torri, arroccato su un poggio, circondato da vecchie mura che racchiudono un’abbazia della seconda metà del XIII secolo.

Tornando sulla SS73 si passa da Rosia, sovrastata dalla mole imponente di un castello medioevale in rovina. Proseguendo in direzione Grosseto, si passa dal “ponte della pia”, un ponte medioevale che scavalca un torrentello, in vista di un altro castello diroccato, quello di Montarrendi.

La strada serpeggia per la campagna delle colline metallifere fino al castello di Frosini, antica residenza dei conti della Gherardesca, oggi trasformato in villa e fattoria. Dopo pochi chilometri si imbocca il bivio per la SS441.

La meta è vicina: è la splendida Abbazia di San Galgano, isolata nella pianura con le possenti navate gotiche scoperchiate per il crollo del tetto e delle volte, avvenuto alla fine del 700 dopo un lungo abbandono: un luogo dal fascino mistico, quasi magico, specie alla luce del tramonto.

Accanto alla chiesa si trovano gli altri edifici che facevano parte del monastero di San Galgano: restano alcune sale, restaurate, e una parte del chiostro. Nelle vicinanze, l’antica Cappella di Montesiepi sorge nel luogo in cui San Galgano visse dopo la sua conversione alla vita religiosa, seguita a una gioventù dissoluta.

Al centro dell’edificio c’è un masso da cui spunta una spada (proprio come nella leggenda di re Artù) che, secondo la tradizione, il santo stesso avrebbe conficcato nella roccia, come gesto di rinuncia alla vita secolare. Nel 300 è stata aggiunta una piccola cappella, con preziosi affreschi di Ambrogio Lorenzetti dedicati alla vita eremitica di San Galgano.

L’itinerario ora punta verso est, fra i boschi di querce e castagni secolari vicino a Monticiano: dopo aver incrociato la SS223, si prosegue per strade minori fino al castello-borgo di Murlo, su una collina che domina la valle del Crevole.

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